Ford annuncia: non andiamo in Messico. Trump avvisa anche GM: America First. Wall Street parte a razzo. L’Italia? Vedere alla voce Fox

Giro di vite


  • Donald Trump via Twitter contro General Motors.
  • Ford annuncia la cancellazione della delocalizzazione di una fabbrica in Messico e un investimento da 700 milioni in Michigan. (Cnbc, Reuters)

Trump alla Casa Bianca


Il countdown è partito, Trump si insedia alla Casa Bianca il 20 gennaio. La fiducia dei consumatori americani è al massimo dal 2001:

Ma come sottolinea il Wall Street Journal, bisogna essere prudenti. Il Nowcasting della Federal Reserve di New York indica un rallentamento della crescita americana nell’ultimo trimestre del 2016 e all’inizio del 2017:

Le aspettative del mercato su Trump sono grandi. Forse troppo. Il New York Times riassume la faccenda così: “It’s put-up or shut-up time for Republicans”. Devono realizzare quanto promesso. E non sarà tutto così facile come in campagna elettorale. In ogni caso, è Toro e nessuno a Wall Street ha intenzione di tagliargli le orecchie.

Mercati, uno sguardo al futuro


Come sarà il 2017? Commercio mondiale (Trump), Europa e Regno Unito (Brexit), barile (prezzo del petrolio), banche (occhio all’Europa e in particolare all’Italia), debito pubblico (America e, ancora, effetto del rialzo dei tassi sull’Italia), mercato dei capitali e moneta (il dollaro e gli altri, questa è la storia), quotazioni sui mercati (quante Ipo?). Risponde il Financial Times e le previsioni alla fine sono buone. Ottimisti? Le previsioni economiche a volte fanno apparire rispettabile l’astrologia (lo disse John Kenneth Galbraith) ma il titolare di List sconsiglia vivamente di fare investimenti seguendo i consigli dell’oroscopo. Per gli italiani la faccenda è diversa, lo scoprirete tra qualche riga.

Dove va la Turchia? In Medio Oriente


Nel 2017 la Turchia completerà la sua trasformazione definitiva in paese del Medio Oriente. Fine della rotta verso l’Occidente. Sulla mappa di Erdogan non ci sono più né Bruxelles né gli Stati Uniti. E’ l’analisi pubblicata dal The Maghreb and Orient Courier.

Le spie di Obama


“Non c’è nessuna prova di un’azione degli hacker russi durante le elezioni presidenziali”. Lo ha detto Sean Spicer, prossimo portavoce di Donald Trump alla Casa Bianca. L’ordine di espulsione dei diplomatici russi per Obama si è tradotto in un disastro d’immagine senza precedenti. Non accadde neanche durante la Guerra Fredda.

Noi e gli altri


Come si legge il futuro di un paese? Osservando il suo dibattito pubblico, la qualità di quello che si stampa, si trasmette, si irradia nell’etere. Qual è la notizia del giorno in Italia? Grillo che diventa garantista. E’ una notizia? Sì, per l’Italia lo è, ma è proprio l’essere quella cosa là, una notizia, a misurare la distanza siderale tra noi e gli altri. La nostra crisi è tutta qui, nel cortocircuito ancora aperto tra eletti e elettori, un incendio che il metodo democratico altrove si risolve grazie a regole certe (la costituzione americana, quella tedesca, perfino quella invecchiata della Francia, sono una mappa per orientarsi) e in Italia ha l’esito surreale di un sistema dei partiti che oggi non ha neppure una legge per andare a votare. Primo caffè e Corriere della Sera: “Il codice Grillo sugli indagati”. Sì, proprio così, in via Solferino titolano Il co-di-ce Grillo. Repubblica ripubblica: “Il dietrofront di Grillo: chi è indagato non deve dimettersi”. Ma nel ripubblicare il direttore Mario Calabresi scarta con intelligenza la critica scontata del flip flop del comico sulla giustizia e mette in luce un punto nuovo: “È l’occasione per una nuova grammatica, in cui si mettono da parte automatismi e riflessi pavloviani e si analizzano i casi nella loro specificità, valutandone gravità e responsabilità”. E’ un fatto che attende una verifica in Parlamento e nel dibattito pubblico dei pentastellati, una prova con i militanti in perenne assetto da battaglia. C’è altro da leggere? Sì, seguite il titolare di List.

Ismail, la demografia


La Stampa ha un richiamo in prima che meritava un titolo più ampio e una forte copertura all’interno: “La rivoluzione di Ismail. Il primo nato a Vercelli è musulmano, lo insultano ma stare insieme è il futuro”. Quella nascita, quei nomi di un altro mondo che in realtà è il nostro mondo sull’edizione online del giornale torinese sono stati coperti di insulti, frasi razziste. Ogni nuovo nato è un miracolo, ogni parola che frusta un bimbo è una porta dell’Inferno che si apre. Il 30 dicembre scorso l’Istat ha diffuso il suo report “L’Italia in cifre”, ecco alcuni numeri sui quali costruire una politica per l’oggi che guarda al domani. Questa è la proiezione della popolazione residente in Italia dal 2020 al 2065:

Un paese in declino. Questo è l’indice di vecchiaia:

Un paese per vecchi. Serve altro? Sì, la politica che conosce e delibera, l’informazione che pubblica questi numeri e non corbellerie demagogiche, la scuola che ne fa strumento per dare una bussola agli italiani di domani. L’Italia? Fu fotografata così dal cinismo sulfureo di Giulio Andreotti: “Non attribuiamo i guai di Roma all’eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l’altro”. E’ questo il carattere degli italiani? No, c’è anche altro, è un mondo fantastico.

Felix Puglia


Titolo della Gazzetta del Mezzogiorno: “Bollo auto, in Puglia raddoppiato il numero degli evasori”. Stesso giornale, titolo sopra la testata: “Puglia, sparita la riforma dei consorzi di bonifica. Hanno duecento milioni di debiti”. Torniamo a Prezzolini, l’Italia è divisa in due categorie, i furbi e i fessi. Andiamo avanti.

Felix Campania


Winston Churchill disse che gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Perfida Albione? Titolo del Mattino: “Tutto esaurito per il Real, code e proteste”. Occhiello: “Venduti in cinque ore 42.500 biglietti, tribune online a 1800 euro”. Milleottocento euro. Fonte Istat: il reddito netto mediano annuale delle famiglie in Campania è di 20.429 euro. Sì, siamo decisamente nel pallone.

The Italian Fox


Non c’è nessuna volpe in giro, l’intelligenza è merce rara. La Rai manda in onda uno speciale sulla strage in Turchia, il pubblico protesta perché a quell’ora doveva andare in onda l’oroscopo di Paolo Fox. Sì, ci meritiamo tutto. Siamo fermi a quello che Giacomo Leopardi descrisse perfettamente: “La conoscenza degli effetti e l’ignoranza delle cause produsse l’astrologia”. Un paese contro la conoscenza e la scienza, ottimo per fattucchiere, chiromanti e lettori del destino negli astri.

© mariosechi

Questo articolo è un aggiornamento di List, la mia newsletter quotidiana per Il Foglio.

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