Rifatto il Porcellum, si va dritti all’Exitellum

La retromarcia inserita dopo il No al referendum costituzionale del 4 dicembre continua a produrre effetti psichedelici. Ieri la Corte Costituzionale ha dato il suo contributo: si torna al Porcellum o, se volete un nuovo conio, al Paludellum. Turno unico, proporzionale e premio di maggioranza tra l’irreale e il surreale. Nessuna lista oggi – domani si vedrà – ha il potenziale per toccare quota 40. Il premio per essere applicabile nella realtà politica italiana avrebbe dovuto puntare sopra quota trenta, ma questo significava aprire la partita del governo anche ai 5Stelle. In queste condizioni, si spiana la strada a un governissimo (parola grossa) tra Renzi e Berlusconi. Lo fanno i tedeschi, possiamo farlo noi! Certo, con una piccola differenza: gli italiani non sono tedeschi. Merkel e Gabriel hanno siglato un patto scritto di 183 pagine. Ora mettete insieme in una stanza Berlusconi, Renzi (e forse Salvini) e immaginate quale magnifico patto scritto possano partorire. L’ottimismo è pericoloso quando conduce a salti nel vuoto senza paracadute. Non essendoci alcun vincolo di coalizione – né prima né dopo – comincia una stagione dove il dopo voto diventa uno spettacolo da coalizione mediorientale, un suk con potenziali deviazioni da laboratorio alchemico. Così il Paludellum può diventare un Exitellum, infatti è possibile ritrovarsi il giorno dopo con una maggioranza sovranista (Lega + 5Stelle + Fratelli d’Italia) che potrebbe andare a Palazzo Chigi al grido di No Euro e facciamo l’ExItaly. Possibile? Con le mani libere tutto è possibile. Colonna sonora di Renzo Arbore: indietro tutta, l’Italia è in piena fase Discao Meravigliao.

© mariosechi

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