La serenata rap di Alitalia

Il Genio Italico. Che cos’è? Una definizione precisa non c’è e se c’è, precisa non è. Il titolare di List ne ha una imprecisa ma impregnante: è quell’attività dello spirito che spesso conduce alla realizzazione materiale dei peggiori incubi a rate. E’ il caso di Alitalia dove gli scricchiolii della linea del rigore, del mercato, dell’efficienza, dell’economicità e bla bla bla si stanno sfarinando per lasciare il posto alla frase “faremo tutto il possibile” che tradotta diventa: “Tranquilli, la compagnia non chiude, dilazioniamo, ci sono le elezioni e Alitalia volerà”. Alla domanda del povero scemo del villaggio che alza il dito, timidamente, e chiede “chi paga?” non risponde nessuno. Sogghigni dei presenti, sollazzo degli assenti. E dunque? Dunque Alitalia è in pista per una soluzione da Genio Italico: il prestito ponte si sta ampliando nella quantità (ora si dice che non basteranno 400 milioni) e nel tempo (e sei mesi sono pochi) e il messaggio è frizzante come l’acqua delle cascate del Niagara: signori e signori, si vota, non possiamo far esplodere una bomba sociale a Roma. Nel giro di pochi giorni, sono emersi una serie di scenari e ipotesi di intervento che via via diventano sempre più una minaccia concreta al portafoglio del contribuente. Il titolare di List ne ha fatto una raccolta, tratta rigorosamente dalla cronaca di questi giorni, un florilegio altamente istruttivo:

Sei mesi di prestito ponte
Sei mesi non bastano più
Intervento diretto dello Stato
Non interviene direttamente lo Stato
Servono 200-300 milioni
Servono 400 milioni
Servono 500 milioni
Intervento di Cassa Depositi e Prestiti
NON interviene Cassa Depositi e Prestiti
Coinvolgimento delle Ferrovie dello Stato
Le Ferrovie dello Stato NON sono interessate
Cessione a Lufthansa
Lufthansa: siamo fermamente NON interessati a Alitalia
Liquidazione e spezzatino
Alt, si vota “fare tutto il possibile”
Il Pd ha un piano
Il Governo ha un piano
Renzi: fare come Meridiana
NON fare come Meridiana
Banca Intesa NON ha un piano B su Alitalia
Rifacciamo il referendum!

Come lo chiamate tutto questo? Non ci sono dubbi, è Genio Italico. E’ un testo buono per una serenata rap volante. Lo spettacolo è offerto dal contribuente. A sua insaputa. Gettate la schiuma in pista, Alitalia sta atterrando.

Post scriptum: 1. Prima del crash landing, il Financial Times ha pubblicato un pezzo per dipingere Luca Cordero di Montezemolo, già presidente di Alitalia, come la figura di una Madonna appesa al muro. Pregate. 2. Un’altra avventura degli emiri di Etihad nei cieli d’Europa, Air Berlin, chiude il bilancio 2016 con oltre 600 milioni di perdite, il doppio rispetto al 2015. Hanno fatto investimenti? Oh yes, ma il risultato del primo trimestre del 2017 è il seguente: 272 milioni di euro. 3. Renzi ha fatto lo steward a bordo e ha detto “Alitalia funziona”. Tanti auguri. E buon rientro sulla terra.

© mariosechi

*Questo articolo è un estratto (aggiornato) di List, la mia newsletter per Il Foglio.

1 comments On La serenata rap di Alitalia

  • … ah ah ! Tutto quanto esposto mi ricorda la battuta di un anziano armatore veneziano durante una
    riunione delle Camere di Commercio dell’ alto Adriatico, primi anni sessanta, tema miglioramento dei
    porti marittimi. Al susseguirsi di proposte di soesa pubblica in crescendo, sbottò: “Tuti xe bon de
    macar le cocoe col casso dei altri !”
    La prego continuare a proporci le sue lucide analisi condite di ironia.
    Cordialmente
    Filippo Dalcandiano

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