Trump days. Il tacchino del ringraziamento, l’anatra alla pechinese e il contorno di Risiko

Adam Smith a Pechino Il presidente cinese alfiere del capitalismo e della globalizzazione che diventa il nuovo idolo dell’Homo Davos ci mancava tra le esperienze psichedeliche del presente. Fatto. L’applauso, il conforto, l’ammirazione, l’empatia per la chiara appartenenza del sincero democratico Xi al club dell’élite in progress riunito sulle alture innevate della Svizzera è qualcosa di straordinario. Mentre Shakira dispensava lezioni civiche alle masse e Matt Demon informava il popolo sul destino della storia, l’Homo Davos costruiva un nuovo totem

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La settimana di Trump e l’estinzione dell’Homo Davos

Il destino gioca a dadi. Trump diventa presidente, l’élite globalista si riunisce a Davos per il World Economic Forum che comincia oggi e finisce venerdì, proprio il giorno dell’insediamento del Nemico, The Donald. Uno slalom della storia e via, si volta pagina. Ecco un paio di scatti della discesa, passate bene la sciolina, si parte. Celebrity-free. The Donald si insedia alla Casa Bianca il 20 gennaio, venerdì. A Washington ci sarà un evento celebrity-free ed è un bene. Hollywood non

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Trump e il nuovo secolo americano. Intervento al seminario della commissione esteri della Camera (video)

Trump. L’imprevisto (ma non troppo) della storia è arrivato. Che cosa accadrà nella politica estera dopo l’elezione di The Donald alla Casa Bianca? La Commissione Esteri della Camera ha organizzato martedì scorso (15 novembre 2016) un primo seminario sulle elezioni americane, un’occasione di confronto e analisi dei temi che saranno i punti chiave dell’agenda globale. Con la lucida Marta Dassù, il coriaceo Andrew Spannaus e il classico Massimo Teodori, c’era anche il titolare di List con il suo taccuino pieno

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Intervista. Trump? Un negoziatore. Con lui il Regno Unito ha trovato un chiodo per appendere il quadro della Brexit

Il Giornale di Sicilia mi ha chiesto di provare a disegnare lo scenario americano dopo l’elezione di Donald Trump. L’intervista è condotta da Andrea D’Orazio, parte dalle prime mosse di Trump nella composizione della squadra per la Casa Bianca e affronta i temi della sua agenda elettorale e di governo.  Non solo smorza i toni della campagna elettorale, ma anche i contenuti del suo programma. Certo, nessun passo indietro sui punti caldi che hanno toccato le corde del suo popolo,

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