Estratti da List. Fiscal Compact, Renzi insegue Grillo. E perde l’Europa

“Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente” diceva il Comandante Mao. Grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente in Italia. L’ultima frontiera del partito di lotta e di governo si chiama Fiscal Compact e con questa parola magica il conducator Matteo Renzi pensa di convincere gli elettori euroscettici di destra, di sinistra, di sotto e di sopra che il suo sottosopra è la ricetta giusta per tirare fuori l’Italia dalla

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Voilà, la Révolution! Chi ha vinto, chi ha perso e chi (ri)vincerà (forse)

Recap. Il primo turno è finito così: Macron e Le Pen vanno al ballottaggio; socialisti e gollisti fuori dal gioco e dalla storia, una sinistra-sinistra che prende voti e non si schiera per il secondo turno, gli operai che votano a destra, le città progressiste anni luce distanti dalla campagna nazionalista, isole metropolitane che galleggiano in un paese diviso e con una mappa politica sconvolta per sempre. Quasi. Emmanuel Macron è quasi presidente. In un libretto meraviglioso di Ingeborg Bachmann

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Bob contro Rousseau. Renzi, Grillo e la politica dell’algoritmo

Bob contro Rousseau. Il rilancio di Renzi non lascerà tracce di novità ideologica, nessuna rivoluzione culturale, nemmeno un lumino del “rifare tutto” di cui scriveva Aleksandr Blok nel 1917, nessuna rivoluzione d’Ottobre cent’anni dopo, nel marzo del 2017. Sul tavolo verde – nuova tonalità della mise democratica che ha dismesso il rosso – resta quel nome da c’era una volta in America, Bob, la piattaforma digitale che l’ex segretario del Pd presenterà domenica al Lingotto. Che cosa è? O meglio,

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La scissione del Pd? Non interessa. Lo spettacolo di Grillo su Netflix? Il pubblico

Dribbling Scende dalla scaletta dell’aereo dopo esser stato in California e va in tv dal Fazio non prima di aver parlato dall’America con un paio di giornali, senza aver mai detto nulla di importante, a meno che non si immagini che il “lavoro di cittadinanza” sia una cosa concreta che non disavanza. Il momento di Matteo Renzi è questo, un dribblomane che alla fine perde la palla. Ha fatto la scissione, ma dire che adesso controlla il partito è temerario.

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